venerdì 11 giugno 2010

Questo nostro povero Ernesto…

di William Stabile

Alle nove del mattino, La Paz, capitale che sorge a 3600 metri sul livello del mare, vede aprirsi le porte del Carcere di San Pedro. Sono i primi visitatori, familiari o amici, che entrano nel recinto penitenziario. Il freddo spacca le ossa. La Paz soffre di una estrema escursione termica tra il giorno e la notte, e mentre di giorno, non di rado c'è un bel sole caldo, di notte può far molto freddo.
Ma al San Pedro il freddo è penetrato fin nelle vecchie mura del carcere spagnolo. È come se si fosse annidato li dentro da anni. È un freddo potenziato, più forte, e gli effetti si notano sui volti dei detenuti. I pochi detenuti mattinieri escono come deboli fantasmi dalle loro celle e cercano di mantener insieme, alla meglio, le quattro ossa martoriate dalla notte gélida e dall'aver dormito all´addiaccio. Li osservo e tremo… dal freddo, per loro. Il freddo non ti permette di pensare, è come se ti maciullasse l'anima e l'attività cerebrale.

Oggi, Patchouli, uno degli interni piùinteressanti, dalla vita giróvaga e bizzarra, mi dice che in Grulla e Muralla, due sezioni di punizione del carcere, dove la vita sfiora l'estremo, l'unico diversivo per chi è dentro, è leggere, litigare o pensare di scappare. Mi dice che i libri sono importanti per chi è lì dentro da tempo. Mi guarda ed aggiunge: «ma non puoi scappare!»
I sogni di fuga di molti detenuti cadono dove iniziano le alte e dure mura del San Pedro. Così la Bolivia è un paese concreto e duro, che continua ad esercitare il suo fascino, ma dove i sogni inevitabilmente ricadono sugli altipiani delle Ande. È la stessa geografía del paese, la sua storia trágica, a farne un luogo duro e concreto. Il fiato è spezzato dall'altitudine e non puoi tanto sognare. In Bolivia sei spinto solo fare e a cercare di pensare il meno possibile. La Bolivia è un paese dove ai sogni dei ricchi e dei poveri, ai sogni di tutti, fanno lo sgambetto…
Il volto del “Che” campeggia su un alto muro di cinta all'ingresso del carcere. Se avesse ben capito la società boliviana forse non sarebbe venuto a morire fin qui. Nemmeno Ernesto ci inganna più di tanto, e a dir il vero, non so se possa essere un faro di speranza per i detenuti.
Completamente identificato con la sua causa e con il suo ideale, accecato, aveva preso una bella svista. Non aveva capito granché della Bolivia. Ai suoi tempi una rivoluzione importata, alla cubana, sarebbe stata impossibile in questo paese. In una società tutt'oggi molto conservatrice, machista e masochista, dove alla donna,- che ebbe un ruolo centrale e d'avanguardia nella rivoluzione in Cuba- è spesso privato il piacere o il diritto al piacere di essere libera dall'uomo-padrone, come contadini e contadine avrebbero potuto appoggiare la rivoluzione di un sognatore semi-borghese, bianco, in questa terra chiusa e sospettosa di tutto e di tutti?
Dove è caduto questo nostro povero Ernesto, forse, cadono in ginocchio anche i nostri sogni.
Mi dicono che la Bolivia è un chiste, uno scherzo. Ma è uno scherzo da prendere molto sul serio. Come il San Pedro, come la vita di detenuti abbondonati da un sistema penitenziario farraginoso, insensato e quasi inesistente.
Forse, oggi, in questa domenica di giugno, anche Ernesto si perdonerebbe per i peccati di vanità commessi e prenderebbe la comunione come faccio io, come facciamo noi, nella cappella del San Pedro, in fila con i carcerati, mentre Padre Filippo ci osserva lassù dall'altare, lanciando divertito, disilluso e felice, caramelle ai bambini.

La Paz, Bolivia
Carcel de San Pedro

giovedì 8 aprile 2010

“L’OBBEDIENZA NON È PIÚ UNA VIRTÚ”

INVITO
(per partecipare vedi più avanti)
“L’OBBEDIENZA NON È PIÚ UNA VIRTÚ”
Pace, nucleare, nonviolenza, diritti umani, rifugiati, Cecenia: le esperienze e i protagonisti. Un evento imperdibile
(CON L’IMPORTANTE PARTECIPAZIONE DI AKHMED GISAEV: VEDI SOTTO)
17 APRILE 2010    -    ASSEMBLEA DI MONDO IN CAMMINO (MIC)
CASA “MADRE ENRICHETTA”, VIA CARIGNANO 105, CARMAGNOLA (FRAZ. SAN GRATO) - TO

PROGRAMMA:
ore 09,30 – REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
ore 10,00 – PRESENTAZIONE E INIZIO LAVORI

ore 10,05 – MASSIMO BONFATTI: “CHERNOBYL, UNA LEZIONE SUPERATA?”
ore 10,30 – DISCUSSIONE IN PLENARIA
ore 10,50 – PROIEZIONE VIDEO: “LE VITE SCOMPARSE”
ore 11,00 – AKHMED GISAEV “LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL CAUCASO”
ore 11,40  – DISCUSSIONE IN PLENARIA
ore 12,00     PAUSA CAFFÈ

ore 12,15 – NANNI SALIO: “I PROGETTI DI RICONCILIAZIONE: LA SCELTA CONSAPEVOLE DELLA
                    NONVIOLENZA”
ore 12,40 –  DISCUSSIONE IN PLENARIA
ore 13,00 – RELAZIONE FINALE DI MASSIMO BONFATTI E APPROVAZIONE BILANCIO CONSUNTIVO 09

ore 13,20     PRANZO A BUFFET GRATUITO PER I SOCI DI MONDO IN CAMMINO (contributo di 13 euro per i
                    non soci). SI BRINDERÁ CON IL  VINO DI PACE (CAMPAGNA A  SOSTEGNO DELLE BAMBINE E
                    DEI   BAMBINI CECENI VITTIME DI MINA).

COME PARTECIPARE
LA PARTECIPAZIONE È APERTA A TUTTI (I non soci possono avvalersi dell’accreditamento associativo prima dell’inizio dell’Assemblea).
OBBLIGATORIO SEGNALARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE (O IL NUMERO DEI PARTECIPANTI) RISPONDENDO ALLA SEGUENTE E MAIL E CONFERMARE LA PRESENZA AL PRANZO ENTRO IL GIORNO 14/04/10.  SEGNALARE EVENTUALI ESIGENZE DI ARRIVO E DI PERNOTTAMENTO.

BREVE NOTA SUI RELATORI
MASSIMO BONFATTI. Vive e lavora a Carmagnola (TO). Impegnato da decenni in campo sociale, alterna la sua attività in campo sanitario (caposala) con l’attività in ambito volontaristico. Giornalista pubblicista, diplomato in lingua russa ed esperto di tematiche dell’Europa Centro Orientale e dello spazio post sovietico, ha fondato nel 2005 l’Organizzazione di volontariato per la solidarietà “Mondo in cammino”, di cui è presidente.
AKHMED GISAEV. Ceceno, difensore dei diritti umani. Incarcerato e torturato dalle forze speciali per 15 giorni dal 23 ottobre al 7 novembre 2003 (preso a calci, bastonate e pugni, bruciato con sigarette, sottoposto a shock elettrici, privato del cibo e del sonno, obbligato a bere alcolici) e liberato dietro pagamento di riscatto da parte della famiglia. Nonostante ciò decide di collaborare con Memorial a Grozny e diventa stretto collaboratore di Natalia Estemirova  seguendo insieme a lei l’ultimo caso a cui si stava dedicando , cioè quello di una presunta esecuzione extragiudiziale in un villaggio ceceno. Dopo due mesi dalla morte di Natalia, per il suo ruolo e per la sua qualità di testimone in casi illegali, è costretto nel settembre 2009, in seguito a pressioni e minacce, a lasciare la Cecenia e a rifugiarsi, con la famiglia, in Europa. Il suo caso è stato denunciato da Amnesty International.
NANNI SALIO. Torinese, ricercatore di Fisica all’Università di Torino, segretario dell’I.P.R.I. (Italian Peace  Research Institute), si occupa da alcuni decenni di ricerca , educazione e azione per la pace, ed è tra le voci più autorevoli  della cultura nonviolenta in Italia: è il fondatore e presidente del Centro Studi “Domenico Sereno Regis” (www.serenoregis.org), dotato di ricca biblioteca ed emeroteca specializzate su pace, ambiente, sviluppo. È autore di numerosi saggi sui problemi ambientali, della nonviolenza e delle alternative nonviolente alla guerra e all’economia.

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua!

Carissimi... buona Pasqua e buona primavera ...dentro e fuori!

Un abbraccio a tutti dalla vostra Barbara

lunedì 15 marzo 2010

News dalla Bolivia 14 marzo


Il 14/03/10 22.54, "barbara magalotti" ha scritto:

È domenica pomeriggio. C’è un bel sole e i bambini nel giardino sotto casa, in Plaza España, giocano vociando e ridendo rumorosamente… Le settimane volano veloci e il lavoro in carcere e fuori è sempre tanto, con le “solite novità”, i soliti imprevisti e le emergenze che da queste parti sono all’ordine del giorno.

Una bella notizia! Finalmente abbiamo trovato l’appartamento per i volontari della nostra associazione. La fatica è stata premiata! Domani firmerò il contratto di anticretico e dal prossimo fine settimana potremo andare a vivere là! I letti sono in preparazione nella falegnameria dell’associazione “Libertarios” (l’associazione degli ex detenuti) e abbiamo già acquistato le prime cose necessarie al funzionamento della casa (chiaramente, vista la mia stazza e il mio amore per il cibo, le pentole sono state la prima cosa a cui ho pensato!!!)… presto vi invierò le foto della nostra base qui a La Paz.

Sono molto contenta, anche perché la casa è nel quartiere di Sopocachi, a 20 minuti a piedi dal carcere e in una zona bella, centrale e abbastanza tranquilla, ben servita dai trasporti, con tutte le comodità e i servizi che potrebbero servire sia ad eventuali volontari che alle famiglie e agli amici che vorranno venirci a trovare. Una stanza dell’appartamento è riservata ai “Libertarios” come ufficio, e la casa è sufficientemente ampia per poter organizzare incontri e riunioni settimanali (sia per organizzare le attività, che per creare gruppi di auto aiuto nell’affrontare la condizione di “ex-detenuto”). Nel frattempo ho firmato, come Associazione “Laboratorio Solidale”, un accordo interinstituzionale con la Fondazione “Feria a la Inversa”, una organizzazione che lavora nell’ambito della formazione professionale e della certificazione di qualità per piccole imprese e gruppi con svantaggio economico-sociale, per aiutarle a partecipare ad appalti e poter competere qualitativamente nell’offerta produttiva anche con le grosse imprese. L’accordo ha come obiettivo quello di formare professionalmente gli ex detenuti e portarli ad avere una maggior possibilità di ingresso nel mercato del lavoro e conseguentemente di integrazione sociale. Il nostro ruolo sarebbe quello di segnalare ex detenuti che vogliano migliorare le loro competenze professionali, e di selezionare professionisti che vogliano formare e trasmettere le loro competenze sia ai collaboratori di Feria a la Inversa che agli stessi ex detenuti. Per esempio ora che i Libertarios vogliono aprire una panetteria, sarebbe auspicabile che qualche nostro amico fornaio/panettiere volesse venire in Bolivia un paio di mesi e insegnare “l’arte del pane” ai nostri amici boliviani! Anche la falegnameria dei Libertarios accoglierebbe con entusiasmo un “maestro falegname” che abbia voglia di trasmettere le sue competenze nel settore…qualcuno si anima a venire??? Fatemi sapere!

Come vi dicevo le novità, belle ma anche quelle brutte, sono all’ordine del giorno…
Ieri sera ho saputo che deu giorni fa’ Jilda, una bambina di non ancora 3 anni, figlia di un detenuto del San Pedro, è caduta da una scala alta circa due metri battendo la testa. La bambina ha vomitato e accusa dolori un po’ in tutto il corpo. Il problema è che al San Pedro non c’è un pediatra (e in questo momento neanche un medico!) e la sfortuna vuole che non solo il padre, ma anche la madre siano detenuti, per cui nessuno ha potuto far visitare la piccola o portarla in ospedale. Io e Filippo abbiamo contattato Javier, un medico nostro amico ex-detenuto, che stamattina è venuto a visitare Jilda al carcere. Sono andata con Javier a cercare la bambina, e il padre ci ha accolto nella cella (3 metri x 3 metri dove vive lui con i suoi 3 figli) illuminata da una lampadina a penzoloni coperta dai mille panni stesi su corde legate un po’ dovunque… abbiamo spostato la roba e avvicinato la bambina alla luce perché Javier potesse vedere gli occhi della piccola e verificare il riflesso oculare. Poi sull’unico letto della cella, Javier l’ha visitata, con dolcezza e grande sensibilità. Jilda è stata bravissima e collaborativa, il padre molto preoccupato perché da due giorni mangia pochissimo (e lei di solito è una “mangiona”). Per fortuna i riflessi sono nella norma e non appare segno di lesione a livello nervoso centrale. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo. Le è andata bene…se fosse stata grave, non ce l’avrebbe fatta. Di nuovo un esempio di quanto poco sia tutelato il diritto alla salute di questi bambini e della carenza organizzativa del sistema penitenziario (ma anche socio-sanitario) di questo paese. Com’è difficile assistere a questi episodi…e ci sarebbe ancora così tanto da fare…vorrei poter avere a disposizione due giorni per ogni giorno del calendario…ma credo che sarebbe la stessa cosa: dovunque si guardi un po’ più a fondo la realtà, si “scoperchia” una miniera di dolore e di difficoltà. Questo lo si scopre solo “immergendosi nella vita” e nella vita di chi ci circonda. Ma insieme al dolore si scopre anche una miniera di umanità, dignità, ricchezza, bellezza e intensità vitale, che vale veramente la pena lasciarsi coinvolgere. Il sorriso del papa’ di Jilda, la dolcezza di Javier nel visitare la bambina in quell’ambiente così povero, l’attenzione dei fratellini di Jilda durante la visita medica alla sorellina, sono stati di una intensità tali da darmi ancora una volta una grande lezione di morale e lasciarmi un grande segno nel cuore.

Ieri grande giorno: gita al lago Titicaca con i bambini del San Pedro! I bambini iscritti erano 60 e gli educatori e “volontari” erano 9 (c’erano ad aiutarci, anche due ex detenute dell’associazione “Vida Nueva”, il gruppo delle donne che producono l’artigianato in alpaca, lana e cotone, che stiamo aiutando a vendere anche noi nei nostri “mercatini equosolidali”! Che bella cosa!) , per cui ce la siamo cavata bene. Oddio…a dirla così sembra facile… come ben sapete i nostri bambini non sono degli angioletti diplomati, anzi… come sempre , per lavorare con loro, devi lasciare a casa (e chiuse a chiave per bene) ansie e pedagogismi accademici tipo “si possono fare male” “non si devono allontanare senza permesso” “questo o quell’altro è assolutamente proibito”… la confusione e l’autogestione anarchica sono una costante che è difficile da digerire per degli educatori abituati al rigore e all’ordine più o meno organizzato! Ogni qualsivoglia programma pensato per la giornata è andato allegramente in fumo e a dettar legge è stata l’energia ribelle dei nostri amati niños! Nonostante la dispersione iniziale, dovuta anche al fatto che eravamo all’aria aperta, lontani circa due ore dalla città e dunque in un ambiente veramente “libero e bello”, siamo riusciti a creare un bel gruppone e abbiamo canalizzato l’energia ribelle dei bambini in varie attività di gruppo. E’ stato veramente fantastico. Soprattutto i sorrisi contenti, le risate e l’emozione del gioco che tutti i bambini hanno dimostrato, mi hanno dato una grande soddisfazione e mi hanno riempito il cuore di gioia… Le cadute nella corsa con i sacchi, l’entusiasmo per le loro squadre, l’incitamento dell’uno con l’altro, le risate gli abbracci e i salti per le vittorie….Una giornata passata fuori dal San Pedro, in un mezzo alla natura, come normalmente accade a tutti noi e ai nostri figli, per loro è stato un “evento”, una “giornata memorabile”…sarebbe bello poter ripetere questa esperienza almeno una volta al mese…i costi ci sono, è vero, ma penso che nella vita dei nostri bambini del San Pedro queste esperienze siano un toccasana, un momento fondamentale perché possano sentire profondamente il loro “essere bambini”, perché possano sperimentare qualcosa che hanno tutto il diritto di vivere…
Il pestifero Willy (ve lo ricordate?) ha seminato “tempesta” ovunque per tutta la giornata, fino a che la mitica Doris (una bravissima educatrice del nostro Centro Educativo) è riuscita a coinvolgerlo nei giochi a squadre che avevamo organizzato (corsa coi sacchi, corsa a coppie con i piedi legati, tiro alla fune, ecc.) e li’ la piccola peste ha diretto la sua carica vulcanica verso qualcosa di “più socialmente accettabile”. Che carino!!! Al ritorno si è messo sulle mie ginocchia per tutte e due le ore di viaggio, accucciandosi nelle mie braccia, a chiedermi e a darmi coccole come se fossi la sua mamma…che tenerezza…la sua aggressività è scomparsa come d’incanto e quando con le sue manine sporche mi prendeva le guance perché lo ascoltassi mentre mi diceva qualcosa, o perché guardassi da una parte o dall’altra o mi stringeva le mani esaminandole, accarezzandole, prendendomi i capelli come in certi rituali preaddormentamento, mi sono quasi venute le lacrime agli occhi… I suoi occhioni così dolci, così bisognosi di amore, dritti nei miei, sono qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Non nella testa, ma nel cuore. Non ho figli miei…ma quello che sento quando guardo Willy e tutti questi bambini, forse si avvicina al sentimento materno. A volte li guardo mentre giocano al Centro Educativo, o nelle piazzole del carcere, mentre si strusciano la manica per asciugarsi il moccio dal naso, mentre si tirano su i pantaloni troppo grandi o senza bottoni che cadono, mentre si impegnano nelle attività proposte, mentre tornano nelle loro celle…e mi si apre il cuore, sento l’emozione che mi prende dalla pancia e raggiunge tutto il mio corpo come un’onda di energia… E ancora mi sento grata per questa vita che mi sta donando tutto questo. E ancora mi sento sicura che sto facendo quello per cui “sono stata chiamata” a fare in questo tempo che mi è concesso. E mi sento felice, appagata, piena.

Oggi mi sono guardata allo specchio con un occhio un po’ più attento e mi sono accorta di essere invecchiata…le rughe cominciano a non perdonare e la stanchezza di ogni giorno si fa più evidente… Tempo che passa, esperienza e storia che si sedimenta dentro e fuori… la cosa, devo ammetterlo, un po’ mi spaventa. Ma sento anche un respiro grande dentro di me. Il respiro del tempo che è energia, dell’emozione che si fa azione e che trova il senso al mio camminare, al mio percorrere questa vita in questo mondo.
Vi abbraccio con tutto il mio affetto e l’amore per la vita che posso.
La vostra Barbara
magababa67@hotmail.com

martedì 9 marzo 2010

Foto dalla Bolivia: Valle Sorata

carissimi... oltre a fare esplodere pentole a pressione e ustionarmi (per la cronaca, sto guarendo completamente!!!), durante il carnevale sono stata anche capace di prendermi 3 giorni di riposo in un posto meraviglioso: la splendida valle di Sorata.
Vi mando queste foto perche' vi dimentichiate delle pentole a pressione e siate sereni quando pensate a me...
Sorata e' veramente un incanto della natura!!!
Vi abbraccio tutti, con il "calore" (non ustionante!!!) di questi bellissimi colori dalla Bolivia!
La vostra Barbara laboratoriosolidale@gmail.com


lunedì 11 gennaio 2010

INSIEME progetti interculturali a Cesena

Ciao a tutti!
Sono nuovo da queste parti ma probabilmente conosco alcuni di voi...
Vi segnalo un evento secondo me importante a cui sto collaborando e che spero diventerà sempre di più uno "spazio aperto" per associazioni o singoli che vogliano presentare progetti
o iniziative sul tema dell'intercultura.

Ieri pomeriggio, domenica 10 gennaio 2010 al Museo di Scienze
Naturali di Cesena è stato presentato INSIEME, un "contenitore" di
progetti interculturali
patrocinato dal Comune di Cesena, promosso
dall'Associazione Viaterrea in collaborazione con Cooperativa
Equamente, Ufficio Turismo e Centro Interculturale "MoviMenti".
Il progetto vede il contributo di UGF banca, CTS, ASP Valle del Savio
e la presenza dei media-partners Corriere Romagna ed E20 Romagna.
Sono intervenuti Daniele Gualdi, Assessore alla Cultura del Comune di
Cesena, Pier Luigi Bazzocchi dell'Ufficio Turismo di Cesena, Eddi
Bisulli, Leda Sacchetti e Abele Gasparini, dell'Associazione Viaterrea.
INSIEME ha già in questa prima edizione uno"spazio aperto" per presentare progetti che abbiano come filo conduttore l'intercultura
Il pomeriggio è stato allietato dalle improvvisazioni musicali
dell'Associazione Casa del Cuculo ed è stata inaugurata l’installazione
"Come ospiti nel mondo", un'esposizione di fotografie e non solo, scattate in
vari paesi del "sud" del mondo da giovani che hanno svolto esperienze
di Servizio Civile all'Estero. Uno di questi giovani, Luca Censi, ha
raccontato la sua esperienza in Albania e ribadito l'importanza di
svolgere il Servizio Civile anche fuori dai confini nazionali, per
aprirsi ad una cultura differente e condividere vita ed azioni
quotidiane in un paese straniero.
Ecco il calendario dei prossimi incontri

sabato 16 gennaio

Negozio Equo-solidale
ore 15-17 L´interculturalità del gusto
degustazioni di tè e tisane dal sud del mondo

domenica 17 gennaio

Museo Scienze Naturali
ore 15 Il gioco dell´ospite nel mondo
gioco per grandi e piccini a cura di Viaterrea
è una sorta di gioco di società, consiste in un tabellone composto da 12 simboli-oggetti esposti nella mostra "Come ospiti nel mondo".
Attraverso questo gioco si potranno vedere dal vivo alcuni oggetti e capirne l'utilizzo.
Per diventare "ospiti nel mondo" bisognerà rispondere a domande e superare prove di abilità e fortuna conquistando almeno 4 simboli-oggetti.
ore 18 Il tuo futuro è fuori. È ora di crescere all´estero
a cura di CTS - www.ctseducation.com

sabato 23 gennaio

Negozio Equo-solidale
ore 15-17 L´interculturalità del gusto
degustazioni di cioccolato equo-solidale

domenica 24 gennaio

Cinema San Biagio
ore 15 Africa Blues Africa
ascolti esemplari e immagini a cura di Demetrio Castellucci
(www.myspace.com/blackfanfare)

Museo Scienze Naturali
ore 17 Canto e movimento con Claude Bizex (Benin) laboratorio per
tutti i "bambini" promosso dal Centro Interculturale Movimenti.
Claude Bizex ha già prodotto un cd musicale in Benin, ed è
considerato una stella della tv e della musica in Benin


domenica 31 gennaio

Cinema San Biagio
ore 15 Cartoon News
proiezione video di Riccardo Sivelli/Mauricio Assone/Alberto
Comandini 2009 Italia-Ungheria-Repubblica Ceca-Vietnam
22 min.
Cartoon News è il primo telegiornale a cartoni che tratta i problemi
del mondo raccontati tramite notizie sconcertanti come l´abbandono
del polo da parte dei pinguini o il razzismo che non avremmo mai
pensato esserci nella geometria
Cartoon News è anche cultura e Società, tratta storie dal mondo; da
come un topo può imparare a volare per necessità, a come si sia
risolto il conflitto fra frutta e verdura che durava da secoli.
Cartoon News è il telegiornale del nuovo millennio, entra nella
notizia non curante del fatto che il soggetto sia fatto in carne e
ossa, di plastilina o anche solo di un segno in bianco e nero
"il progetto è il risultato di un quattro workshop di due settimane
in Repubblica Ceca, Ungheria, Vietnam ed Italia all'interno del
progetto europeo "Changing Attitude of the European youth towards
developing countries with the help of migrants" al percorso hanno
partecipato adolescenti di varie nazionalità per sviscerare, tramite
un cartone animato, il loro punto di vista riguardo alle
problematiche delle popolazioni migranti"......

Museo Scienze Naturali
ore 17 suONo
laboratorio per tutti i "bambini" con Svetlana Tymoshkina all´interno
del progetto R2010 Ricreazione di Leda Sacchetti come gli anni
precedenti, si è sviluppato il tema dell´incontro interculturale che
crea una rinascita-ricreazione attraverso i tre canali principali
(suono, visione, azione). Nel contenitore Insieme proponiamo la
prima delle tre parti che svilupperemo quest´anno (suONo)
Il termine di Rinascita utilizzato nelle due precedenti edizioni
viene in questa ultima trasformato in Ricreazione, proprio come il
percorso dei due anni precedenti ci ha suggerito, trattandosi di un
atto artistico


dal 10 al 31 gennaio al Museo di Scienze Naturali
Videobox a cura di Viaterrea
Spazio Aperto per la presentazione di progetti interculturali per
INSIEME 2011
Come ospiti nel mondo esposizione

Per informazioni:
tel. 348 8526266
info@viaterrea.it
www.viaterrea.it


Allego alcune immagini della giornata inaugurale, il programma e il tabellone del gioco legato alla mostra che verrà realizzato domenica prossima.



martedì 15 dicembre 2009

Chi siamo

“LABORATORIO SOLIDALE”
 ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
Via Ca’ Sensoli di Sotto, 60/A – 47854 Montescudo (RN)


Laboratorio Solidale nasce a Rimini nel settembre del 2009 da un gruppo di persone che vogliono mettersi in gioco per aiutare chi si trova in stato di rischio di emarginazione sociale, con particolare riferimento a detenuti, ex/detenuti ma anche giovani e bambini che soffrono o rischiano l’isolamento sociale.

Svolge attività di raccolta fondi a sostegno di un centro educativo nato all’interno del carcere San Pedro di La Paz per i figli dei detenuti che vivono insieme ai loro padri all’interno del carcere e per la realizzazione di una struttura di accoglienza temporanea e di reinserimento socio-lavorativo per ex-detenuti a La Paz, in Bolivia. Promuove momenti di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, nei gruppi giovanili.

Realizza mostre fotografiche e incontri pubblici di riflessione per far conoscere la realtà carceraria e le condizioni vissute dai detenuti di altri paesi. Uno degli obiettivi e scopi della associazione è quella di avvicinarsi e operare all’interno delle carceri locali e collaborare con altre associazioni che svolgono attività di animazione e di sostegno rivolte alla popolazione carceraria e di lavorare alla creazione di una rete di sostegno post-penitenziario anche nel nostro territorio.

Collabora con l’associazione il Castello di Sorrivoli (www.sorrivoli.it) e alcune istituzioni/associazioni Boliviane come la Cappellanía Arcidiocesana della città di La Paz che lavora direttamente nelle 4 carceri di La Paz e la Asociación Vida Nueva che si occupa del reinserimento post penitenziario di uomini e donne in uscita dal carcere, attraverso lo sviluppo di una piccola impresa tessile gestita dagli stessi ex-detenuti.

È già attivo il  gruppo Laboratorio Solidaele in facebook dove poter scrivere impressioni e commenti sulle attività svolte dai volontari e suggerimenti per l’associazione da parte di tutti gli interessati.

Per contatti, informazioni e iscrizioni:

Associazione di Volontariato Laboratorio Solidale
cell. 320 8620194 - 339 4835462 - 338 5003522
http://labsolidale.blogspot.com/
laboratoriosolidale@gmail.com
magababa67@hotmail.com
sorrivoli@libero.it

c/c in Banca Etica intestato a Associazione di Volontariato “Laboratorio Solidale”
coord. banc. IT 94 D 05018 02400 000000129908