giovedì 13 ottobre 2011

Conosciamo la Presidenta e Fondatrice: Barbara Magalotti

Barbara Magalotti è nata a Rimini nel 1967. Psicologa dell’età evolutiva, ha alle spalle diverse esperienze in campo educativo come operatore sociale, sviluppando nel tempo uno spiccato interesse per il disagio e la devianza minorile e le tematiche inerenti l’intercultura. Ha svolto per quasi due anni attività di volontariato in Bolivia, dove ha lavorato con i ragazzi di strada e collaborato con la “Pastoral Penitenciaria Catolica de Bolivia” (un’organizzazione che difende i diritti umani dei detenuti e dei loro figli) presso il Carcere “San Pedro” di La Paz. Ha collaborato con “Operazione Colomba” (Corpo di pace nonviolento dell’Associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini) durante alcune missioni di pace in Kosovo e con la ONG “EducAid” in un progetto educativo di integrazione scolastica in Kosovo. Ha lavorato tre anni come educatrice presso la casa delle emergenze per minori a rischio, a Rimini.
Nel 2009 fonda l’associazione di volontariato Laboratorio Solidale per sensibilizzare il territorio sul tema dei diritti umani e sostenere il Centro Educativo “Alegrìa” rivolto ai figli dei detenuti che vivono con loro nel carcere San Pedro. Laboratorio Solidale ha inoltre deciso di realizzare Casa Solidaria, per il reinserimento socio lavorativo dei detenuti in uscita dal carcere.
Ormai un pezzo del suo cuore è in America Latina, e sta meditando sulla possibilità di lavorare in Bolivia in pianta “quasi stabile”…


Riflessioni di Barbara Magalotti 
sul libro-testimonianza Di' a qualcuno che io sono qui (Edizioni Erickson)

Il libro offre spunti di riflessione sul lavoro quotidiano di educatori, operatori sociali, cooperanti.
Mi piace pensare che i lettori (soprattutto gli educatori!) si possano innamorare della totale mancanza di “rigidi parametri operativi” ma anche di “garanzie” (economiche e di sicurezza e di successo) del lavoro educativo e  di cooperazione, parametri e garanzie che si definiscono nel cammino, nel percorso esperienziale “dell’azione cooperante” e dell’azione educativa.

Non essendo un saggio o una ricerca, il libro non vuole dimostrare alcuna tesi se non quella dell’importanza del lavoro di rete, della cooperazione, della fondamentale necessità di operare nel rispetto delle differenze (di ruolo, di cultura, di ideologia, ecc.), di vivere le esperienze di lavoro educativo con curiosità ed umiltà per poter crescere come operatori ma prima di tutto come esseri umani.

Il libro descrive un duro e triste spaccato della realtà latinoamericana (i ragazzi di strada e la vita dei bambini all’interno di un carcere) attraverso le riflessioni personali di una volontaria che è “immersa” nell’azione, in un contesto che è per lei la quotidianità. La descrizione “privata”, “intima”, intrisa delle reazioni emotive, delle riflessioni  a caldo, delle analisi e delle rielaborazioni degli episodi e dei vissuti di chi racconta un’esperienza attraverso una lettera, si differenzia dalla consueta forma giornalistica dei reportage che  solitamente mirano a dare una rappresentazione storico/statistica, fornendo dati numerici, “quantitativi” (quanti morti, quanta disoccupazione, ecc.) dell’oggetto di ricerca.

Leggendo queste pagine il lettore avrà la possibilità di conoscere un po’ più a fondo la Bolivia, la realtà dei bambini che vivono con i loro padri in carcere, dei ragazzi di strada abbandonati a loro stessi, e magari si porrà qualche interrogativo in più sul senso della divisione in Nord e Sud di questo nostro pianeta. Di dove ci stia portando la globalizzazione.
Queste pagine potranno essere per i lettori anche un’occasione di riflessione/confronto/discussione rispetto alla propria quotidianità di educatore/insegnante/genitore/essere umano.

Il libro “trasuda” America Latina ad ogni virgola, dalla prima all’ultima pagina: i luoghi, le persone, le situazioni sono raccontate con l’amore che provo per il Sud America e per il popolo che lo abita. Un amore che ho scoperto e coltivato attraverso la convivenza stretta con i ragazzi di strada, i detenuti del carcere, i loro splendidi bambini. Un amore che è cresciuto proprio grazie a persone che vivono il dolore sulla loro pelle come una dimensione quotidiana, ma che nonostante tutto mi hanno trasmesso un affetto infinito, insegnandomi tanto sulla vita e la maniera di affrontare le difficoltà.
Non ho scritto queste lettere con l’intenzione di pubblicarle, per cui in realtà non saprei dire “perché” qualcuno dovrebbe comprare questo libro!
Solo vorrei tanto che la voce di chi soffre e vive quotidianamente nell’ingiustizia arrivasse alle orecchie di quanta più gente possibile, per risvegliare quel senso di uguaglianza, di responsabilità sociale e cooperazione che troppo spesso, un po’ egoisticamente, mettiamo a tacere. Vorrei tanto che aiutasse ad aprire anziché chiudere gli occhi su un mondo che ci vogliono far credere tanto lontano, ma di cui in realtà siamo parte integrante.

mercoledì 28 settembre 2011

Pranzo solidale a Cesena 9 ott

 Carissimi amici,
 


vi giro il volantino di invito al pranzo di beneficenza a sostegno dei nostri progetti in Bolivia che si terrà domenica 9 ottobre!
Siamo ospiti dell'associazione culturale La Casa dei Pavoni che organizza il tutto presso il circolo Arci di San'Egidio (Cesena).

Mi raccomando: le persone interessate a partecipare al pranzo devono assolutamente telefonare al numero sopra al volantino.L'associazione La Casa dei Pavoni preparerà  tutto in casa quindi organizzano la spesa in base al numero delle persone che hanno prenotato. Per questo è importante che ci diciate quanti siete!!!

Vi aspetto numerosi e vi prego di inoltrare l'invito a quanti più amici possibili... più siamo e più fondi raccogliamo!!!


Barbara Magalotti 

venerdì 16 settembre 2011

martedì 30 agosto 2011

50° Marcia della pace

Care amiche e cari amici, gentili signore e signori,


avvicinandosi il 25 settembre 2011, giorno in cui si svolgera' la marcia della pace Perugia-Assisi, nel cinquantesimo anniversario della prima organizzata da Aldo Capitini, vi saremmo assai grati se aveste tempo ed agio di rispondere alle domande che alleghiamo in calce a questa lettera.
Vorremmo infatti poter pubblicare le risposte nei prossimi giorni sul nostro notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", anche come contributo alla preparazione della marcia.
Vi saremmo altresi' grati se poteste inviarci anche una scheda biobibliografica sulla vostra persona per redigere o aggiornare la consueta presentazione nella nota introduttiva.

Grazie fin d'ora, e vogliate gradire distinti saluti

per la redazione de "La nonviolenza e' in cammino"
Peppe Sini

Viterbo, 27 agosto 2011

Mittente: "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
e-mail: nbawac@tin.it
web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

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Sette domande a...

1. Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?
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2. E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?
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3. Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?
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4. Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?
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5. Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?
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6. Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?
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7. Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

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lunedì 4 luglio 2011

LabSol al Titano 9 lug

Sabato 9 luglio alle ore 20,00

al "Foyer" wine art di San Marino
piccola presentazione dell'Associazione di volontariato Laboratorio Solidale e dei progetti realizzati in Bolivia.

Il programma prevede "aperitivo solidale" e raccolta fondi per i progetti, musica, mercatino con artigianato boliviano, banchetto informativo
e soprattutto tanta energia positiva! 
Inoltre, mostra fotografica "Per le vie del San Pedro" di Pietro Paolini, con immagini del carcere San Pedro di La Paz
(in allegato la locandina della mostra).

... il "Foyer" è facile da trovare: sulla superstrada di San Marino,
a Serravalle, 500 metri dopo l'Electronics sulla destra.
Troverai un'insegna nera "Foyer wine art".

Vi aspetto numerosi e curiosi!!!!
A presto!
Barbara

CONCERTO DEGLI «INTI-ILLIMANI»

VENERDI 8 LUGLIO 2011 - CUSTOZA DI SOMMACAMPAGNA (VR)


La tournée europea dello storico complesso cileno «INTI-ILLIMANI» farà tappa anche a Verona, venerdì 8 luglio 2011, alle ore 21, presso Corte Cavalchina (Custoza di Sommacampagna - VR) dove avrà luogo un concerto organizzato dal «Comitato per l'educazione alla mondialità» di Sommacampagna, Associazione Culturale e di promozione sociale «Créa», Libreria «Castioni Sergio» di Lugagnano e dai proprietari di «Corte Cavalchina», in collaborazione con il Comitato veronese per la Marcia Perugia-Assisi, l'Associazione Missionaria di Sommacampagna ed Emmaus di Villafranca.

Nel corso dell'evento vi sarà anche una performance artistica del muralista Eduardo Mono Carrasco.

Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto al progetto di solidarietà «Una matita per i bambini del Cile» (Info: 349.0888955 Clara e Sergio)

Ingresso: 15 euro

PREVENDITA BIGLIETTI:
- Edicola Castioni Giorgio di Sommacampagna (Tel. 045 515839)
- Alimentari Adami di Sommacampagna (Tel. 045 515443)
- Libreria «Castioni Sergio» di Lugagnano (Tel. 045 8699833)
- Libreria «Bocù», Galleria Mazzini, Verona (Tel. 045.596856)

Info: 349.0888955

Negli anni Settanta gli Inti Illimani furono al centro del panorama musicale internazionale come una delle formazioni di maggior successo. Erano i portavoce dei diritti del popolo cileno piombato nel baratro della dittatura dopo l'11 settembre del 1973 quando il generale Pinochet affongò nel sangue il primo governo socialista di Salvador Allende.

Gli Inti Illimani come altri gruppi musicali, artisti, scrittori e intellettuali cileni dovettero intraprendere la strada del lungo esilio. Vissero in Italia fino al 1988 quando poterono rientrare nel loro Paese.

Per tutti gli anni Settanta gli album degli Inti Ilimani furono ai primi posti nella classifica dei dischi più venduti nel nostro paese. Interpretarono testi di Patricio Manns, Violeta Parra, Sergio Ortega, Pablo Neruda. Gli Inti Illimani tennero concerti in ogni parte del mondo e collaborarono con artisti come Peter Gabriel, Mercedes Sosa, Violeta Parra, Victor Jara, Miriam Makeba.

Scarica il manifesto dell'evento [formato A4 - 740 Kb - Pdf]

Invita i tuoi amici di Facebook al concerto!

venerdì 27 maggio 2011

Referendum